Il Palazzo Ducale di Sassuolo

Aggiornamento: 24 giu

Il Palazzo Ducale di Sassuolo è una delle residenze barocche più belle d'Italia. Fu costruito nel 1634 su quello che era il castello fortificato dell'abitato, da Bartolomeo Avanzini dall'allora Duca Francesco I d'Este, uomo colto e ambizioso che, nonostante il suo fosse un piccolo ducato, volle trasformare la sua corte e renderla all'altezza delle più belle corti d'Europa.

Dopo vari passaggi e peripezie il Palazzo Ducale ora è proprietà dello Stato Italiano e il Comune di Sassuolo, insieme alla Gallerie Estensi di Modena, ne cura la struttura e le attività.


La storia del Palazzo Ducale

Il seicentesco palazzo ducale trae origine da un precedente castello, detto comunemente Rocca, costruito nel 1458 da Borso d'Este, marchese di Ferrara e signore del luogo.

Il castello passò poi ai principi Pio, che nel 1609 lo cedettero a Cesare d'Este che aveva scelto Modena come capitale del Ducato di Modena e Reggio dopo la perdita di Ferrara in favore di papa Clemente VIII. Il castello fu poi fatto trasformare in palazzo dal duca Francesco I d'Este, uomo colto e molto ambizioso che, nonostante l'esiguità del suo piccolo ducato, svolse un'attività politica di respiro europeo e volle che la sua corte potesse stare alla pari delle grandi corti d'Europa.

Per questo motivo volle trasformare il vecchio castello costruito a Modena dall'avo Obizzo d'Este nel grandioso Palazzo Ducale opera dell'architetto Bartolomeo Avanzini consigliatogli dal Bernini, che gli farà lo stupendo ritratto marmoreo conservato oggi alla Galleria Estense di Modena con il ritratto a olio dello stesso duca del Velázquez (Bernini aveva ricevuto da Francesco I la richiesta di progettare lui stesso il palazzo, ma aveva rifiutato perché già impegnato col papa).

Francesco I soddisfatto del progetto dell'Avanzini per il palazzo di Modena, gli affidò anche l'incarico di costruire al posto della vecchia Rocca di Sassuolo un ampio palazzo per la villeggiatura della corte. Sassuolo, infatti, essendo situato ai piedi delle prime colline appenniniche ha un clima complessivamente migliore di quello di Modena per ciò che riguarda il tasso di umidità e le nebbie autunnali.

Durante l'occupazione napoleonica, fuggito il duca estense, il palazzo fu venduto al conte Carlo Amabile Demarzit Sahuguet d'Espagnac e subì diversi passaggi. Negli ultimi anni dell'Ottocento finì anche ad essere utilizzato da un salumificio e il grande parco del palazzo divenne un'azienda agricola.

Per interessamento dell'allora principe ereditario Umberto di Savoia, fu acquisito dallo Stato ed assegnato all'Accademia militare di Modena che se ne servì parzialmente e saltuariamente per corsi speciali degli allievi ufficiali e come sede sussidiaria in caso di necessità.

Recentemente si è iniziato un restauro a cura della Sovrintendenza al patrimonio artistico di Modena, sicché diverse sale e la grandiosa galleria sono visibili al pubblico e al suo interno vengono organizzate mostre ed eventi.



Cosa vedere nel Palazzo Ducale

A fianco del portale della facciata si trovano due statue raffiguranti Galatea e Nettuno, opera di Antonio Raggi di Vico Morcote detto il Lombardo. Di fronte all'entrata nel cortile interno c'è in una grande nicchia la fontana con Nettuno, e altre due statue rappresentanti l'Allegrezza e l'Eternità opera di Maschio Lattanzio sono lungo lo scalone principale che sale al primo piano. Fra di esse è rappresentato il Ratto di Proserpina. La prospettiva delle pareti del cortile e dello scalone ed i dipinti sono dovuti ad Agostino Metelli, al Colonna, al Monti e al Bianchi.


Al primo piano troviamo una grande galleria con opere di Monti e di Bianchi per l'architettura dipinta e gli ornati. Le figure sono del Boulanger, che ha rappresentato scene mitologiche riguardanti Bacco in una grandiosa successione di colori e di forme sulle pareti e la volta. Dalla galleria, che ha ampie vetrate sulla facciata verso la piazza che precede il palazzo e da cui riceve la luce, si accede agli appartamenti del duca e della Duchessa, affrescate con scene mitologiche e allegorie di varie Virtù ad opera del Boulanger e in piccola parte dal suo allievo Pietro Galluzzi da Urbino.


immagine tratta dal web

Nella sala detta dei cavalli, secondo un'antica descrizione del palazzo, erano anche sei grandi tele rappresentanti sei Principi estensi a cavallo, opere d'insigni pittori italiani. Due tele mancano e sono state portate a Parigi ai tempi dell'occupazione napoleonica e poi vendute. Su una parete è dipinto Francesco I a cavallo con lo sfondo della città di Modena, con la cittadella pentagonale fatta costruire da lui a difesa della città. È opera del noto pittore Lodovico Lana. Nella stessa parete è un quadro attribuito a Dosso Dossi raffigurante Alfonso I d'Este in armatura di guerra su un cavallo sauro e, in lontananza, un fatto d'armi in cui si distinse il duca che costrinse alla fuga le truppe pontificie che volevano sorprendere e conquistare Ferrara. Il salone è anch'esso interamente affrescato dal Colonna e dal Monti ed è dedicato alle glorie di Casa d'Este.


Immagine presa dal web

Particolarità degli affreschi che adornano tutte le pareti del piano nobile sono i giochi con particolari trompe d'oeil in cui piccoli personaggi animano le scene.



Il parco ducale

Il grandioso parco, che si estendeva fino alle colline, fino a Villa Belvedere, è collegato al Palazzo Ducale da un'ampia scalinata ed era ornato di statue, tra cui una di Bernardo Falconi di Bissone, e di fontane.

La facciata che vede sul giardino all'italiana, da poco riaperto al pubblico, deve essere ancora restaurata, ma spicca all'occhio anche meno esperto la maestosità del parco, terreno di caccia dei duchi ora utilizzato dai cittadini di Sassuolo come parco comunale, per godere del fresco e del verde.



Cosa mangiare a Sassuolo

Lo scenario gastronomico sassolese è veramente ricco e goloso.

La fanno da padrona le numerose paste ripiene come i tortellini tradizionali, i tortelloni ripieni di ricotta e spinaci, le lasagne e le rosette. Ricco è anche lo scenario dei secondi piatti, con i bolliti e gli arrosti da gustare insieme alle tradizionali salse nei numerosi ristoranti presenti sia in città, che nei suoi dintorni. Le crescentine, quelle che comunemente tutto il resto dell’Italia conosce come tigelle, dal nome del suo contenitore di cottura, accompagnano tutti gli intingoli dei secondi piatti, in una golosa e obbligata scarpetta.

Possiamo gustare un prodotto unico nel suo genere, la Sassolina, un particolare insaccato cotto che si differenzia dal cugino zampone per la mancanza del piedino. Anche la lavorazione dell'impasto è leggermente diversa, tanto da rendere la Sassolina unica.

Importantissimo, anche a livello nazionale, è il Sassolino, il distillato di anice stellato che porta il nome della città. Trovate la sua storia in questo articolo.


Come arrivare al Palazzo Ducale

Sassuolo si raggiunge comodamente dall'uscita di Modena Nord sulla autostrada A1. Una volta usciti tenere la direzione Sassuolo e una volta arrivati in città proseguire per il centro. Troverete alcuni comodi parcheggi in cui lasciare la vostra autovettura.

In treno dovrete scendere a Modena e prendere la coincidenza per Sassuolo. Il piccolo trenino soprannominato dai sassolesi "Gigetto" vi porterà direttamente in stazione che dista 5 minuti a piedi dal centro storico.


Come visitare il Palazzo Ducale


Per organizzare la tua visita al Palazzo Ducale di Sassuolo puoi seguire questo link.

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